Irene Fenara

 

P420, I.Fenara, installation view Le interne differenze, 2017, Courtesy the artist and P420, (ph. credit C.Favero_FAV9731)2.jpg
 

LE INTERNE DIFFERENZE

2017 installation film on glass and four photographs on plexiglass  environment size

 

The exhibition talks about the distance like inner appropriation of a certain time and place. It is a house that comes from the past and that looks for an open space in which to remain far. Interior views are the main subject of large format photographs that fit into an environmental installation.

The space of distance, so recomposed, calls to inner visibility, and photography takes up an extreme task: to bring the visible towards the breaking of the limit. It still suggests that making the thresholds transparent is to rediscover, at least in the duration of its appearance, that which is lost, or hidden, or closed in the irreversibility of time, covered by its dust.
Antonio Prete

La mostra racconta la lontananza come appropriazione interiore di un tempo e di un luogo. Una casa che viene dal passato e che cerca uno spazio aperto nel quale restare lontano. Vedute di interni sono il soggetto principale delle fotografie di grande formato che si inseriscono all’interno di un’installazione ambientale.

La luce, in questa installazione di Irene Fenara, è lingua del visibile e allo stesso tempo spazio che dissipa i confini, e irrora la materia, e l’aria stessa, del suo principio. Che è quello di dare all’apparire un respiro, alle figure una presenza viva, cioè pulsante della propria relazione con quel che è oltre il visibile. Nel leonardesco Trattato della pittura l’azzurro è il colore della lontananza: qui l’artista, quasi fa dell’azzurro, sempre in dialogo con la luce, il tempo-spazio che accoglie, bagna, attraversa, ravviva le immagini.  Ed è la fotografia che affida qui all’immagine un compito estremo: portare il visibile verso lo sfondamento del limite, dell’impedimento, dell’occluso, e insieme suggerire che questo rendere trasparenti le soglie è un ritrovare, almeno nella durata del suo mostrarsi, quel che è perduto, o nascosto, o chiuso nell’irreversibilità del tempo, coperto dalla sua polvere. Lo spazio della lontananza, così ricomposto, richiama alla visibilità interiore - attraverso gli elementi propri di un recinto domestico e dei suoi infissi - un vissuto che era consegnato alla fredda inerzia del già stato. L’artista accoglie così quel poetico, cioè quel colloquio intimo con la presenza delle cose, che la fotografia delle origini aveva cercato di preservare, tenendo aperto il dialogo con la pittura. Il ritmo della luce e dell’ombra che anima le finestre e le porte è anche incontro del qui e dell’altrove, del chiuso e dell’aperto, della prossimità e della lontananza. Raffigurare è per Irene Fenara ospitare questo ritmo e avviare, sull’onda di questo ritmo, l’esplorazione della propria interiorità. L’arte è la porta che introduce in questo altro mondo.
Antonio Prete

 
photo credit Carlo Favero, courtesy the artist and P420, Bologna

photo credit Carlo Favero, courtesy the artist and P420, Bologna

P420, I.Fenara, installation view Le interne differenze, 2017, Courtesy the artist and P420, (ph. credit C.Favero_FAV9759.jpg
Irene Fenara, Le interne differenze, 2017, installazione.jpg